Card. Castillo, 'la Chiesa non ha un suo candidato alle presidenziali in Perù'
L'arcivescovo di Lima: 'Ai preti vietato indicare per chi votare il prossimo 12 aprile'
"Non esiste un candidato cattolico né un candidato della Chiesa per cui si abbia l'obbligo di votare". Lo ha dichiarato il cardinale Carlos Castillo, arcivescovo di Lima, intervenendo nel dibattito politico a pochi giorni dalle elezioni generali in Perù. In un'intervista all'emittente peruviana Rpp, il porporato ha ribadito che sacerdoti e vescovi non possono orientare il voto dei fedeli né sostenere candidature o partiti. "Questo è proibito nella Chiesa", ha affermato, sottolineando che il compito del clero è annunciare valori e principi cristiani, lasciando ai cittadini piena libertà di scelta politica. Le parole di Castillo arrivano in un clima di forte polarizzazione e dopo le polemiche che hanno coinvolto il candidato conservatore Rafael López Aliaga, già richiamato in campagna elettorale per l'uso di riferimenti religiosi. Il cardinale ha insistito sulla necessità di un voto "libero e cosciente", prendendo le distanze da ogni tentativo di utilizzare simboli o linguaggio confessionale per influenzare l'elettorato in vista del voto del prossimo 12 aprile.
I.Laskowski--GL