'MaestraNatura', il cibo come insegnante di salute e sostenibilità nelle scuole
Il progetto dell'Iss. Torna il concorso per scuole primarie e secondarie di primo grado
Un percorso di didattica dedicato al cibo e ai corretti stili di vita, testato sul campo su oltre 55mila studenti e studentesse per stimolare la riflessione sul ruolo che ciascuno può avere nel costruire un futuro più sostenibile, consapevole e rispettoso dell'ambiente e della salute. È il progetto MaestraNatura, dedicato alle scuole primarie e secondarie di primo grado sviluppato dall'Istituto superiore di sanità (Iss) con il contributo del Ministero della Salute. Come parte del progetto torna anche il concorso dedicato alle scuole, in cui si chiede a tutte le classi delle scuole primarie e secondarie di primo grado di rappresentare con creatività il tema del concorso, che quest'anno è 'Alimentazione e salute del pianeta, la sostenibilità come stile di vita: piccole azioni che cambiano il futuro', documentando idee, esperienze, riflessioni o azioni concrete legate alla sostenibilità. Le scuole interessate dovranno inviare il modulo di adesione entro il 31 gennaio 2026 a [email protected]. "L'accoglienza del progetto è stata davvero molto positiva. Le attività sono tantissime - osservano le responsabili del progetto - e variegate: dagli esperimenti scientifici alla costruzione di menù settimanali da proporre anche alle mense scolastiche, dai laboratori di cucina che coinvolgono le famiglie alle osservazioni sulla germinazione dei semi e sul ruolo dell'acqua. Nelle scuole secondarie si affrontano temi più complessi come nutrienti, bilancio energetico e spreco alimentare. Molto importante è anche il lavoro sull'analisi critica delle informazioni, per imparare a distinguere dati affidabili da fake news". La fase di studio del progetto ha permesso di identificare le principali credenze errate diffuse tra i giovani, che spesso si conservano fino all'età adulta, influenzando negativamente la diffusione di principi di sana alimentazione. "Dai dati raccolti emerge che molte abitudini alimentari degli studenti e delle studentesse possono ancora migliorare: ad esempio consumano poca frutta e verdura e ricorrono spesso a snack confezionati. Ma la cosa più interessante è che, già tra gli 8 e i 14 anni, compaiono differenze di genere molto nette. Nel nostro ultimo lavoro pubblicato abbiamo visto che le ragazze mangiano più spesso verdure e frutta secca, mentre i ragazzi bevono più acqua e consumano più biscotti e snack industriali".
H.Zajac--GL