Dalla gestione unitaria ai percorsi strutturati, le 5 novità del Piano salute mentale
Tornano centrali i dipartimenti pubblici, a Bergamo il congresso nazionale
Un disegno nazionale unitario, il rilancio del ruolo pubblico dei dipartimenti di salute mentale, l'integrazione reale tra ospedale e territorio, percorsi strutturati per i pazienti autori di reato e risorse economiche dedicate: sono queste le cinque novità principali introdotte dal Piano d'azione nazionale per la salute mentale (Pansm), approvato dalla Conferenza unificata Stato-Regioni a fine 2025. Un passaggio che segna un cambio di passo dopo oltre vent'anni di progressivo impoverimento dei servizi. È di questo che il Coordinamento Nazionale Spdc (Servizi psichiatrici di diagnosi e cura) andrà a discutere e ad approfondire nel corso del proprio Congresso nazionale, dal 15 al 17 gennaio a Bergamo. Nello specifico, come sintetizzato dal Coordinamento nazionale Spdc, una delle principali novità riguarda l'introduzione di una visione nazionale per favorire un intento programmatorio univoco. Inoltre, il governo della domanda e la gestione complessiva della risposta di cura vengono riproposti come essenzialmente di matrice pubblica, con i dipartimenti di salute pubblica che tornano centrali, pur nella pluralità dei soggetti che si occupano delle persone sofferenti di patologie psichiche (enti privati, fondazioni, associazioni). Non meno importante, l'offerta di una risposta di cura fondata sulla presa in carico e sull'integrazione dei servizi tra ospedale e territorio, ma anche tra i servizi che si occupano di psichiatria dell'adulto e del minore, di dipendenze e di disagio psicologico, con la proposta un Dipartimento capace di garantire una risposta adeguata in funzione dei bisogni e di assicurare la prosecuzione delle cure. Infine, vengono definiti percorsi di cura destinati ai soggetti autori di reato con l'intento di garantire assistenza e sicurezza, inclusa quella degli operatori e viene previsto un finanziamento economico triennale. "Negli ultimi anni si è parlato molto di salute mentale come di un'emergenza montante che ha colpito gruppi diversi di popolazione - spiega Emi Bondi, presidente Coordinamento Nazionale SPDC -. Tra questi, in particolare, adolescenti; utilizzatori di nuove sostanze d'abuso; migranti; soggetti autori di reato nelle carceri e nei percorsi psichiatrico-forensi". "Il Pansm - aggiunge l'altro presidente, Giancarlo Cerveri - affronta tutte queste emergenze e offre l'opportunità di soluzioni che vanno progettate e costruite giorno per giorno".
N.Wasilewski--GL