Aviaria, dalla primavera al via vaccinazioni in allevamenti di aree a rischio
Filippini, 'per galline e tacchini, nel Nord Italia'. Gemmato,'cruciale ottica One Health'
A partire dalla prossima primavera partiranno le prime vaccinazioni contro l'influenza aviaria negli allevamenti di galline ovaiole e tacchini localizzati nelle aree a rischio, ovvero principalmente nelle regioni dell'Italia del Nord. Lo ha affermato il direttore generale della Salute animale al ministero della Salute, Giovanni Filippini, a margine dell'evento al Senato per la presentazione della Giornata nazionale per la prevenzione veterinaria, che si celebra il 25 gennaio, al quale ha partecipato anche il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato confermando l'avvio del programma di vaccinazioni. "Avvieremo per la prima volta - ha detto Filippini - la vaccinazione negli allevamenti in territori a rischio. Si tratta delle regioni di passaggio delle rotte migratorie di uccelli selvatici portatori del virus dell'aviaria. Tali aree saranno verificate dal Centro di referenza nazionale e si tratta in prevalenza di aree in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna". Una misura, ha chiarito, "finalizzata ad evitare che il virus aumenti la sua circolazione e che porterà notevoli risparmi se si considera che attualmente è prevosto l'abbattimento di tutti i capi infettati ed i relativi risarcimenti per gli allevatori". Ad oggi si contano 43 focolai di influenza aviaria nel nord Italia: "E' fondamentale - ha spiegato Gemmato - il controllo da parte dei servizi pubblici veterinari delle zoonosi in generale, ovvero le malattie trasmissibili dagli animali all'uomo, ed in Italia oltre all'aviaria altre due partite importanti sono quelle legate alla brucellosi e alla peste suina africana. Per quest'ultima infezione si sono risolte le situazioni in Sardegna e Calabria e per la brucellosi abbiamo ridotto la sua incidenza sotto i limiti di guardia nei due focolai principali nel casertano ed a Foggia". In questa Giornata, ha rilevato, "va sottolineata quindi l'importanza dei medici veterinari proprio nella prevenzione, dato che il 70% delle infezioni emergenti derivano proprio dagli animali. Ragione per cui tali professionisti non vanno utilizzati solo nell'emergenza ma anche secondo un'ottica di One Health che vede come un unicum la salute umana, animale ed ambientale". In tale prospettiva, ha concluso il sottosegretario, "la vaccinazione anti-aviaria negli allevamenti è fondamentale perchè legata da un lato ad un contenimento sanitario e dall'altro, in prospettiva, ad un risparmio che sarà messo in campo".
C.Bak--GL