Sclerosi multipla, in Italia la metà dei malati ha meno di 40 anni
Al via #GiovanioltrelaSM 2026 con appuntamenti sui territori
Delle 150mila persone che in Italia convivono con la sclerosi multipla, il 10% sono bambini e il 50% sono giovani sotto i 40 anni, con la diagnosi che spesso arriva in una fase della vita fatta di scelte, tra studio, lavoro, relazioni, autonomia, progetti per il futuro. È in questo contesto che nasce 'Direzioni. Ritrovarsi, scegliere, vivere' il tema che accompagnerà #GiovanioltrelaSM 2026, il percorso promosso da Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) con il patrocinio di Ainmo (Associazione italiana neuromielite ottica) e dedicato alle persone under 40 che convivono con sclerosi multipla, neuromielite ottica (una malattia autoimmune rara che colpisce il nervo ottico e il midollo spinale), o Mogad (una rara patologia autoimmune del sistema nervoso centrale). Il percorso prende il via questo fine settimana da Vibo Valentia con l'evento dedicato alle regioni del Sud (Calabria, Basilicata, Campania e Puglia), proseguirà il 26 e 27 settembre a Bologna per il Nord Italia, il 7 e 8 novembre a Messina e si concluderà il 28 e 29 novembre a Roma con l'appuntamento dedicato alle regioni del Centro. Ogni appuntamento coinvolge giovani con sclerosi multipla e patologie correlate, professionisti sanitari, esperti e realtà del territorio, valorizzando competenze, esperienze e reti locali di supporto. Accanto ai talk, #GiovanioltrelaSM 2026 offrirà spazi di approfondimento e confronto dedicati ad alcuni dei temi che più frequentemente attraversano la vita dei giovani con queste patologie. Torneranno gli appuntamenti più apprezzati delle precedenti edizioni, come 'Botta & Risposta con il neurologo', e il laboratorio dedicato alla sessualità. Ampio spazio sarà dedicato al benessere psicologico, alla genitorialità e ai caregiver. "La novità di questa edizione è la scelta di portare il percorso nei territori, per raggiungere più persone e creare spazi di confronto vicini ai luoghi in cui i giovani vivono, studiano, lavorano e costruiscono i propri progetti di vita - dichiara Francesco Vacca, presidente nazionale di Aism -. Perché nessuno dovrebbe affrontare da solo le sfide che una diagnosi può portare con sé e perché il confronto con chi vive esperienze simili può fare la differenza nel costruire il proprio futuro".
P.Nowak--GL