Il Trio di Parma, Carbonare e Baliani aprono la stagione del Regio di Parma
In programma il Quatuor pour la fin du temps di Oliver Messiaen
In occasione del Giorno della Memoria, il 27 gennaio alle 20.30, il Teatro Regio di Parma inaugura la stagione concertistica (realizzata dalla Società dei Concerti di Parma) con un appuntamento che vuol essere un ponte tra musica, parola e storia, per non dimenticare le atrocità del passato. Interpreti della serata saranno Alessandro Carbonare, primo clarinetto dell'Orchestra di Santa Cecilia, il Trio di Parma, formazione da camera con oltre trent'anni di esperienza, composta dai parmigiani Ivan Rabaglia (violino), Enrico Bronzi (violoncello) e Alberto Miodini (pianoforte); con loro, l'attore Marco Baliani, uno degli artisti più autorevoli del teatro italiano, guiderà il pubblico nella riflessione storica ed emotiva del brano caratterizzante della serata, il "Quatuor pour la fin du temps" di Oliver Messiaen. Scritto nel 1940, mentre il compositore francese era prigioniero nello Stalag VIII-A in Germania, il Quartetto fu eseguito per la prima volta proprio all'interno del campo, davanti a prigionieri e guardie tedesche. Ispirato a passi biblici dell'Apocalisse, il brano si riferisce alla "fine del tempo" come all'inizio dell'eternità e della trascendenza. Messiaen infuse nell'opera la sua profonda fede, il canto degli uccelli (sua grande passione, simbolo di libertà) e tecniche compositive innovative per creare sonorità uniche e sospese. Un potente messaggio e monito contro l'orrore, che rende la musica veicolo di memoria e di riflessione. La serata sarà completata dall'esecuzione del brano di Aaron Copland (1900-1990) "Vitebsk. Studio su un tema ebraico" per violino, violoncello e pianoforte.
F.Jablonski--GL