Eurovision, proteste anti-Israele annunciate a Vienna
Manifestazioni e cortei Pro Pal: "Nessun palco per il genocidio"
Attivisti pro Palestina hanno annunciato a Vienna una serie di proteste contro la partecipazione di Israele all'Eurovision Song Contest, stasera in scena nella capitale austriaca con la prima semifinale. Sotto lo slogan "Nessun palco per il genocidio", i manifestanti chiedono l'esclusione di Tel Aviv dalla competizione musicale, così come accaduto per la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina. Secondo il regista britannico Haim Bresheeth, l'eventuale esclusione rappresenterebbe "un segnale simbolico" contro quello che ha definito "lo Stato di apartheid e terrore" israeliano per le operazioni militari nella Striscia di Gaza. Bresheeth ha accusato Israele di aver distrutto Gaza, denunciando inoltre l'assenza di servizi essenziali come acqua, scuole e ospedali. Irina Vana, dell'associazione "Palästina Solidarität Österreich", ha sostenuto che Israele utilizzi l'Esc come strumento di immagine attraverso un'operazione di "artwashing". Gli attivisti hanno annunciato per venerdì una protesta in musica e per sabato una manifestazione di massa. Per oggi pomeriggio è prevista inoltre una deposizione simbolica di bare in Schwedenplatz, nel centro di Vienna. L'artista Topoke, tra gli organizzatori della protesta musicale, ha invitato l'Austria, "alla luce del suo passato nella seconda guerra mondiale", a condannare le azioni di Israele. "Mai più vale per tutti", ha dichiarato. Considerata improbabile l'esclusione di Israele, Topoke ha chiesto ai partecipanti all'Eurovision di ritirarsi dalla competizione. Per evitare incidenti, Vienna ha predisposto un massiccio dispositivo di sicurezza che accompagnerà tutta la settimana fino alla finale di sabato 16 maggio.
A.Lewandowski--GL