'Antidiva', a Reggio Emilia l'anteprima del docufilm su Liliana Cosi
Il 14/10 al Cinema Rosebud. Presenti la protagonista e la regista Camilla Ferranti
Un viaggio nella vita e nell'arte di Liliana Cosi, étoile italiana di fama internazionale, capace di attraversare la Cortina di Ferro e di fare della danza un ponte tra culture divise dalla Guerra Fredda. È il cuore di 'Antidiva - La vita e l'arte di Liliana Cosi', il documentario diretto e sceneggiato da Camilla Ferranti, che sarà presentato in anteprima mercoledì 14 ottobre alle 21 al Cinema Rosebud di Reggio Emilia, alla presenza della protagonista, della regista e dei produttori. Per l'occasione sarà proiettata una versione inedita di 82 minuti, realizzata in esclusiva per la sala cinematografica. Il film ripercorre la vicenda personale e professionale dell'artista attraverso fotografie, filmati, costumi, oggetti d'archivio e testimonianze. Dall'infanzia milanese all'ingresso giovanissima all'Accademia del Teatro alla Scala, fino all'affermazione internazionale, la narrazione restituisce il ritratto di una donna guidata dalla disciplina, dalla spiritualità e dalla ricerca della bellezza. Nel 1963 Cosi è tra le ballerine italiane inviate al Bolshoi di Mosca e tra il 1968 e il 1977 danza in 137 spettacoli in Unione Sovietica come étoile ospite, dividendo la propria carriera tra Est e Ovest e collaborando con grandi protagonisti della danza, da Rudolf Nureyev a Vladimir Vassiliev, Marius Liepa e Marinel Stefanescu. Tornata in Italia, con Stefanescu dà vita al Balletto Classico, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di danzatori. "Liliana ha rappresentato per me molto più di una grande interprete: è stata un riferimento artistico e umano", racconta Camilla Ferranti, che ha studiato danza classica anche nella scuola di Cosi e Stefanescu. "Raccontare questa donna ha significato confrontarmi con una parte importante della mia formazione e con un'artista che ha raggiunto i vertici mondiali senza trasformare il successo in culto della propria immagine". Prodotto da Piano B Produzioni, Andromeda Film e Blacklight Digital Hub, il documentario è coprodotto con Rai Documentari, con il contributo del Ministero della Cultura e il sostegno e la collaborazione della Regione Emilia-Romagna.
D.Czajkowski--GL