Morbillo in Messico, due mesi per salvare la certificazione
A rischio lo status sanitario, anticipata la dose del vaccino per i neonati
Il Messico ha ottenuto una proroga di due mesi dall'Organizzazione Panamericana della Sanità per contenere la grave epidemia di morbillo ed evitare la revoca della certificazione di Paese libero dalla malattia. Lo ha annunciato il ministro della Salute, David Kershenobich, confermando che la verifica decisiva avverrà il 13 aprile 2026. Mentre il Canada ha già perso questo status, Messico e Stati Uniti corrono ai ripari per controllare i contagi. Data l'estrema contagiosità del virus, superiore a quella del Covid, le autorità messicane hanno introdotto una "dose zero" d'emergenza nella campagna vaccinale per i neonati dai 6 agli 11 mesi, anticipando il calendario standard. Sono disponibili oltre 23 milioni di vaccini per coprire anche i bambini fino ai 9 anni e i lavoratori a rischio. La priorità, ha spiegato il ministro, è spegnere i focolai attivi, particolarmente critici negli stati di Jalisco e Chiapas (mentre Chihuahua risulta sotto controllo), e raggiungere rapidamente il 95% di copertura vaccinale per garantire la sicurezza sanitaria anche in vista della Coppa del Mondo.
D.Czajkowski--GL