Ecuador, ex presidente Moreno condannato per corruzione nel caso Sinohydro
Per la Corte nazionale di giustizia la famiglia avrebbe ricevuto 1,11 milioni di dollari
L'ex presidente ecuadoriano Lenín Moreno è stato riconosciuto responsabile del reato di corruzione nel caso Sinohydro. Lo ha stabilito il tribunale della Corte nazionale di giustizia, al termine dell'udienza per il caso relativo alla costruzione della centrale idroelettrica Coca Codo Sinclair. Secondo i giudici, Moreno, allora vice del presidente Rafael Correa, intervenne nell'assegnazione e nel finanziamento del progetto e mantenne contatti con rappresentanti della società cinese Sinohydro, accusata dalla Procura di aver pagato 76,1 milioni di dollari in tangenti. Correa, condannato in via definitiva per corruzione in un altro procedimento, è latitante da anni in Belgio. Il tribunale ha inoltre stabilito che la famiglia dell'ex presidente ricevette oltre 1,11 milioni di dollari tra il 2010 e il 2018 nell'ambito dello schema corruttivo. Dichiarati complici anche la moglie di Moreno, Judith González, la figlia Irina e i fratelli Edwin e Guillermo Moreno, oltre alla cognata Martha González. La Procura ha chiesto sei anni e sei mesi di reclusione per Moreno e gli altri accusati come autori diretti. Il tribunale non ha ancora comunicato la pena per l'ex presidente. Moreno, presente in aula, ha definito il procedimento un caso "montato dal correismo".
I.Wroblewski--GL