Alda Fendi, Valentino e la sua perfezione vicina agli dei
All'ANSA, ''è stato sempre mio amico e delle mie sorelle''
(di Elisabetta Stefanelli) ''Valentino è stato sempre mio amico e delle mie sorelle, preziosa vicinanza per gli stimoli più eclatanti delle creazioni di entrambi, e anche cliente per i suoi capi di pelliccia''. Alda Fendi, racconta così all'ANSA il rapporto che lei, con le sorelle Anna, Paola, Franca e Carla, hanno avuto con Valentino Garavani, scomparso il 19 gennaio nella capitale che oggi gli ha dato l'ultimo addio: rapporto personale, di condivisione della stessa città, Roma, e della comune passione per l'arte e la bellezza. ''La grandiosità infinita della sua creatività è stata la base di un innovativo e geniale cambiamento nella spirale delle novità che aveva appreso a Parigi e poi portato in Italia con sua personalissima visione. Visione appunto - continua Alda Fendi - da invenzione "somma" di una sua realtà importante da ogni punto di vista (compreso quello economico) con l'invenzione del Made in Italy, che tutti gli stilisti di successo di quegli anni gli attribuiscono''. Le Sorelle Fendi hanno preso le redini dell'azienda nel 1946, con base a Roma, portando il marchio a fama mondiale e collaborando con Karl Lagerfeld dal 1965. Loro ''vicino'' a Piazza Mignanelli era appunto Valentino con la sua maison, ora nella piazza c'è la sede della sua Fondazione. ''La Fondazione Garavani Giammetti, che è appena nata e alla quale auguro un grande successo, ci unisce nello stesso intento del dopo di questi anni fantastici e irripetibili, quando tutto il mondo acclamava Valentino'', spiega ancora la stilista che ha creato da parte sua, dal 2001, la Fondazione Alda Fendi Experimenti che promuove la ricerca artistica. ''Le Fondazioni nascono dopo le mille possibilità dei nostri percorsi di successo, un tributo dovuto alla concezione, vicina, ma mai uguale, alla moda: il mondo dell'arte. La bellezza, che Valentino e tutti noi abbiamo amato, è stata una lama a doppio taglio, non se ne può abusare e Valentino non ne ha mai abusato. Diventando per lui la bellezza un termine esclusivamente dostoevskiano''. Quanto al rapporto con la comune città, Alda Fendi racconta ancora: ''Roma lo accolse e lui si ispirò a questa città, portandone l'eco in tutto il mondo. Il potere ineguagliabile di Roma accompagnò sempre l'esemplare diktat per il non visto, e lo stupore che oggi manca completamente a tutti coloro che si avvicinano a mondi artistici o pseudo artistici. Valentino non lascia segnali visibili alla città eterna, ma docili ed uniche ispirazioni, impalpabile creatività di un uomo vitale nella difficile e improbabile visione della bellezza, che è amore per il proprio lavoro e per la perfezione, perfezione vicina a quella degli dei''.
D.Czajkowski--GL
