Ex Ilva: Novi in sciopero per chiedere lavoro e continuare le produzioni
Nel lunedì di mobilitazione assemblea e presidio nel sito piemontese
Nel lunedì di sciopero in tutti i siti del Gruppo Ex Ilva lo stabilimento di Novi Ligure (Alessandria) si ferma con assemblea e presidio di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e lavoratori - dalle prime ore del mattino - per dire no alla 'Nessuna prospettiva' che si profila da metà novembre. "Siamo in sciopero per chiedere una cosa sola: lavoro. Chiediamo di continuare le produzioni a Novi - sottolinea Alberto Pastorello (Uilm) - Dopo la decisione da parte dell'azienda di fermare le fabbriche del nord e con le scelte sbagliate di questo Governo rischiamo di lasciare a casa 550 famiglie". Rischia anche di slittare la cassa integrazione. "Prima, infatti, l'anticipo lo faceva l'azienda. Adesso passa direttamente dall'Inps - spiega sempre Pastorello - Quindi, rischiamo di non avere un euro per fare Natale. Una volta fatti i conteggi sulle ore lavorate e su quelle di cassa integrazione, infatti, i tempi dell'Inps sono quasi su due mesi. Quindi, si sta parlando dei possibili primi soldi dalla fine di dicembre". Per sindacati e lavoratori diventa, quindi, necessario che il Governo riconfermi l'impegno di un progetto industriale dell'area tarantina e di tutti gli altri territori coinvolti. "Un progetto che veda la siderurgia elemento centrale e strategico, cui affiancare un progetto e un piano sociale in grado di prevedere soluzioni per tutti i dipendenti dell'ex Ilva". Un obiettivo a "cui bisogna puntare senza che la transizione passi come una mannaia sulle spalle di chi lavora e delle famiglie".
M.Kowalski--GL
